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Consigli di illuminazione

L’etichetta energetica delle lampadine: classi da A a G, EPREL e perché una buona lampadina LED può essere G

Aggiornato il 10 ottobre 2026 · 8 min di lettura

In breve

Dal 1° settembre 2021 le sorgenti luminose nell’UE ricevono un’etichetta energetica da A a G, calcolata in base all’efficienza luminosa per watt: la classe A richiede almeno 210 lumen per watt, sotto gli 85 lumen per watt è G. Per questo molte buone lampadine LED sono in classe E, F o G, anche se consumano una frazione di una lampada alogena. Gli apparecchi non hanno un’etichetta, a meno che il LED non si possa estrarre; in quel caso l’apparecchio stesso conta come sorgente luminosa. Il codice QR sull’etichetta porta alla banca dati europea EPREL.

Cosa c’è sull’etichetta energetica di una lampadina?

L’etichetta energetica per le sorgenti luminose è obbligatoria dal 1° settembre 2021 nella forma che vedi oggi nei negozi. È stabilita dal regolamento delegato europeo 2019/2015. La Commissione europea ne riassume il contenuto: una classe energetica su una scala da A, la più efficiente, a G, la meno efficiente; il consumo in kWh per 1000 ore di funzionamento; e un codice QR che porta ai dati del prodotto nella banca dati europea EPREL.

Sull’etichettaCosa significa
Classe energetica da A a GCalcolata in base all’efficienza luminosa per watt; A è la più efficiente
kWh/1000hIl consumo in 1000 ore di funzionamento. Una lampadina da 5 W consuma 5 kWh ogni 1000 ore
Codice QRApre la scheda del prodotto in EPREL, la banca dati della Commissione europea
Marchio e identificativo del modelloPer ritrovare il prodotto giusto in EPREL
Gli elementi dell’etichetta energetica per le sorgenti luminose.

La vecchia etichetta, con classi fino ad A++, è scomparsa contemporaneamente. I negozi avevano tempo fino al 28 febbraio 2023 per sostituire le vecchie etichette sulle loro scorte. Una lampadina con “A++” sulla scatola risale quindi a prima di quel passaggio.

Come si calcola la classe energetica?

La classe dipende da un solo numero: l’efficienza totale dalla rete, in lumen per watt. Il regolamento la calcola come il flusso luminoso utile diviso per la potenza assorbita, moltiplicato per un fattore di correzione. Questo fattore è 1 per una lampadina normale che funziona direttamente a 230 V e irradia in tutte le direzioni. I faretti hanno un fattore 1,176, perché in un faretto conta solo la luce nel fascio. Le lampadine che non funzionano direttamente sulla rete, come quelle a 12V, hanno un fattore un po’ più basso, perché il loro trasformatore o alimentatore non è compreso nel consumo.

ClasseEfficienza totale dalla rete
A210 lm/W o più
Bda 185 a 210 lm/W
Cda 160 a 185 lm/W
Dda 135 a 160 lm/W
Eda 110 a 135 lm/W
Fda 85 a 110 lm/W
Gmeno di 85 lm/W
Classi energetiche per le sorgenti luminose secondo l’allegato II del regolamento (UE) 2019/2015.
Tipo di sorgente luminosaFattore
Irradia in tutte le direzioni, funziona a 230 V1,000
Irradia in tutte le direzioni, non funziona a 230 V0,926
Faretto o riflettore, funziona a 230 V1,176
Faretto o riflettore, non funziona a 230 V1,089
Fattore di correzione per tipo di sorgente luminosa (FTM), secondo lo stesso allegato.

Perché così tante buone lampadine LED sono in classe E, F o G?

Perché la scala è volutamente severa. In occasione della riclassificazione delle etichette energetiche, la Commissione europea ha scritto che la classe A sarebbe rimasta vuota all’inizio, per lasciare spazio al progresso tecnico. Una lampadina che prima era A++ può trovarsi sulla nuova etichetta qualche classe più in basso, senza che nella lampadina sia cambiato nulla.

Inoltre alcuni tipi di lampadine ottengono per definizione un punteggio basso, perché fanno qualcosa di diverso dal produrre luce con meno corrente possibile:

  • Lampadine a filamento con vetro colorato. Il vetro ambrato o fumé trattiene una parte della luce. Un globo decorativo da 3,5 W con 150 lm arriva a 43 lm/W.
  • Dim-to-warm e un’alta resa cromatica. Una luce con più rosso appare all’occhio meno intensa per watt. Approfondisci in resa cromatica e CRI.
  • Lampadine piccole. Una capsula G9 o una lampadina a candela ha poco spazio per il raffreddamento e l’elettronica, e questo costa efficienza.

Confronta quindi l’etichetta all’interno dello stesso tipo di lampadina: due faretti GU10 tra loro, due lampadine a candela tra loro. Tra un globo ambrato e una normale lampadina a goccia la lettera dice poco su cosa compri. Il numero più onesto resta lumen diviso watt, e per la tua bolletta il consumo in kWh.

Lampadine LED con un’alta efficienza luminosa per watt

Vedi tutto

Classe A o B secondo il calcolo sui lumen e watt dichiarati; la classe ufficiale è quella sull’etichetta.

Un apparecchio ha un’etichetta energetica?

No. Dal 25 dicembre 2019 gli apparecchi di illuminazione non devono più avere un’etichetta energetica; l’etichetta appartiene alla sorgente luminosa. In una lampada a sospensione con attacco E27 ha quindi un’etichetta la lampadina che ci avviti, non l’apparecchio. Il fornitore di un apparecchio che contiene già una sorgente luminosa deve però indicare di quale sorgente si tratta.

C’è un’eccezione importante. Se un apparecchio non può essere smontato per controllare la sorgente luminosa, secondo l’articolo 2 del regolamento 2019/2015 l’intero apparecchio conta come sorgente luminosa. Se viene venduto in una confezione, riceve esso stesso un’etichetta. Per questo vedi comunque una classe energetica su alcune plafoniere e faretti con LED integrato.

Una seconda regola riguarda la sostituzione. Secondo l’articolo 4 del regolamento sulla progettazione ecocompatibile 2019/2020, dal 1° settembre 2021 le sorgenti luminose e i driver separati in un apparecchio devono essere sostituibili con attrezzi comuni e senza danneggiare l’apparecchio, a meno che il produttore non possa motivare perché tecnicamente non è possibile. Se è possibile per il tuo apparecchio lo trovi nelle istruzioni e, nella vendita ai consumatori, sulla confezione, almeno con un pittogramma. Come riconoscere gli attacchi lo leggi in gli attacchi delle lampadine spiegati.

Cos’è EPREL e cosa ci trovi?

EPREL è la European Product Registry for Energy Labelling, la banca dati della Commissione europea in cui ogni prodotto con un’etichetta energetica deve essere registrato prima di arrivare sul mercato. La parte pubblica è liberamente consultabile. Ci arrivi più in fretta scansionando il codice QR sull’etichetta, oppure cerchi per marchio e modello su eprel.ec.europa.eu.

Per una sorgente luminosa vi trovi l’etichetta e la scheda del prodotto, con dati che non stanno tutti sulla scatola, come il flusso luminoso, la potenza, la temperatura di colore, la resa cromatica e la durata. Dopo la scansione controlla che l’indirizzo aperto dal telefono sia davvero eprel.ec.europa.eu: un codice QR su un adesivo può portare anche altrove.

Come deve mostrare l’etichetta un negozio online?

Nella vendita su internet l’etichetta deve trovarsi vicino al prezzo. Secondo le spiegazioni della Commissione può farlo anche con una freccia colorata che mostra la classe e la scala e che porta all’etichetta completa e alla scheda del prodotto. Se online non vedi la classe di una lampadina, puoi chiederla.

Cosa richiedono le norme europee oltre all’etichetta?

L’etichetta informa. Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile 2019/2020 impone inoltre requisiti minimi: una sorgente luminosa che non li rispetta non può essere immessa sul mercato europeo.

RequisitoCosa comporta
Resa cromaticaAlmeno Ra 80, tranne che per esterni e industria
Sfarfallio visibilePst LM al massimo 1,0 a piena potenza
Effetto stroboscopicoSVM al massimo 0,9, dal 1° settembre 2024 al massimo 0,4, a piena potenza
Consistenza cromaticaEntro un’ellisse di MacAdam di sei step
DurataIndicata come L70B50 e verificata con prove di durata
SostituibilitàSorgente luminosa e driver in un apparecchio sostituibili, salvo motivazione
Una selezione dei requisiti del regolamento (UE) 2019/2020 per le sorgenti luminose LED a tensione di rete, con la modifica del regolamento (UE) 2021/341.

Sulle stesse norme si basa l’eliminazione graduale delle vecchie lampadine: le lampade fluorescenti compatte con alimentatore integrato e le lampade alogene lineari di alta potenza sono sparite nel 2021, le capsule alogene G9, G4 e GY6.35 il 1° settembre 2023. I tubi fluorescenti e le lampade fluorescenti compatte a innesto sono usciti di scena per effetto della direttiva RoHS, perché contengono mercurio. Ciò che era in magazzino poteva ancora essere venduto.

Cosa dice l’etichetta sulla tua bolletta elettrica?

Il consumo in kWh/1000h è il numero più utile sull’etichetta. Se una lampadina resta accesa tre ore al giorno, fanno circa 1100 ore all’anno. Un faretto LED da 5 kWh/1000h consuma allora circa 5,5 kWh all’anno, un faretto alogeno da 50 W circa 55 kWh. Con un prezzo dell’elettricità di € 0,32 per kWh sono € 1,76 contro € 17,60 all’anno, per faretto. Come fare il calcolo per la tua casa, con un prezzo dell’elettricità aggiornato, lo leggi in quanto fa risparmiare davvero il LED.

Domande frequenti

Una lampadina in classe energetica G è scadente?

Non necessariamente. La classe G va da quasi niente a 85 lumen per watt. Un faretto LED da 75 lm/W e un faretto alogeno da 7 lm/W sono entrambi in G, ma il faretto LED consuma un decimo. Confronta lampadine dello stesso tipo, e guarda lumen e watt.

Perché una lampada a sospensione non ha un’etichetta energetica?

Perché dalla fine del 2019 gli apparecchi non hanno più un’etichetta. L’etichetta appartiene alla lampadina che ci metti. Solo se il LED non può essere estratto dall’apparecchio per un controllo, l’apparecchio conta come sorgente luminosa e riceve esso stesso un’etichetta.

Cosa significa kWh/1000h?

Il numero di kilowattora che la lampadina consuma in 1000 ore di funzionamento. Il numero è uguale alla potenza in watt: una lampadina da 7 W consuma 7 kWh ogni 1000 ore.

I negozi possono ancora vendere lampadine con la vecchia etichetta A++?

Le lampadine sì, la vecchia etichetta no. I negozi dovevano sostituire le vecchie etichette con quella nuova entro il 28 febbraio 2023. Se trovi ancora una scatola con A++, si tratta di vecchie scorte su cui l’etichetta non è stata sostituita.

Qual è la differenza tra l’etichetta energetica e i requisiti di progettazione ecocompatibile?

L’etichetta dice quanto è efficiente una lampadina all’interno di una scala. I requisiti di progettazione ecocompatibile stabiliscono cosa può essere venduto in assoluto: un’efficienza, una resa cromatica e una durata minime, e limiti per lo sfarfallio. Una lampadina venduta legalmente nell’UE soddisfa quindi questi requisiti minimi; l’etichetta dice quanto fa meglio.

Fonti

  1. Regolamento delegato (UE) 2019/2015 sull’etichettatura energetica delle sorgenti luminose, EUR-Lex, Unione europea (2019)
  2. Regolamento (UE) 2019/2020 sulla progettazione ecocompatibile delle sorgenti luminose, EUR-Lex, Unione europea (2019)
  3. Regolamento (UE) 2021/341 (modifica relativa all’effetto stroboscopico), EUR-Lex, Unione europea (2021)
  4. Light sources: energy label and ecodesign requirements, Commissione europea (geraadpleegd 2026)
  5. Why should I scan the QR code on the energy label?, Commissione europea (geraadpleegd 2026)
  6. European energy labels: rescaling and transition periods, Commissione europea (2021)
  7. Regolamento (UE) n. 1194/2012, allegato III, tabella 6 (flusso luminoso di riferimento delle lampade a riflettore), EUR-Lex, Unione europea (2012)
  8. One month to go before most general lighting lamps are phased out, LightingEurope (2023)
  9. MR16 Led bulb, Dim to warm, GU10, 2200K/3000K (classe energetica G), Lucide (geraadpleegd 2026)

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